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Maggio 1967: in tre settimane una crisi diventa guerra. Il 5 giugno, in sei giorni, il Medio Oriente cambia forma. Questo saggio breve ricostruisce come andò, sui documenti dell’epoca.
Un allarme sovietico che si rivela falso. I caschi blu che lasciano il Sinai. Gli stretti di Tiran chiusi alle navi israeliane. Un paese mobilitato che aspetta, mentre Nasser dichiara che, se verrà la battaglia, l’obiettivo sarà distruggere Israele. Poi, in una mattina, la guerra.
Sei giorni di giugno segue le decisioni di chi le prese, con ciò che sapeva in quel momento: i dispacci e i memorandum della diplomazia americana declassificati, le dichiarazioni e i verbali del governo israeliano, gli atti delle Nazioni Unite. Dove le fonti non concordano, sulle cifre delle perdite o sulle intenzioni di Nasser, il libro riporta le diverse versioni.
- La crisi di maggio: dall’allarme sovietico al ritiro dei caschi blu, dalla chiusura di Tiran alla decisione del governo israeliano del 4 giugno.
- L’attacco aereo del 5 giugno e i tre fronti: il Sinai, Gerusalemme e la Cisgiordania, il Golan.
- Washington, Mosca e la linea diretta; il Consiglio di sicurezza e i cessate il fuoco.
- Il dopoguerra: Gerusalemme, i profughi, Khartoum, la risoluzione 242.
- L’Italia del 1967: il governo Moro diviso, la sinistra spaccata, l’esodo degli ebrei di Libia verso Roma.
Un racconto compatto, da leggere in poche ore, per chi vuole una base solida su una guerra di cui si discute ancora. Nell’epilogo l’autore offre la propria valutazione, dichiarata come tale. Con cinque mappe, un’appendice di documenti tradotti, una cronologia, i personaggi principali, un glossario e le note alle fonti.
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