David Lapoujade – Mondi che cadono a pezzi (2026)

David Lapoujade – Mondi che cadono a pezzi (2026)

FORMATO: EPUB

La fantascienza è creatrice di mondi, ma quelli immaginati da Philip K. Dick hanno una caratteristica singolare: si sgretolano con estrema rapidità. Ciò vale tanto per il mondo reale quanto per i mondi artificiali. Del resto, è ancora possibile distinguerli con certezza? Che cosa ci garantisce di non muoverci già all’interno di mondi falsi, artificiali quanto un parco di divertimenti – magari con biglietto d’ingresso? E se questi mondi sono costruiti integralmente a tavolino, chi ne controlla le apparenze? A chi appartengono? Con quale scopo vengono prodotti? Bombardandoci di realtà artificiali, non si tenta forse di sottrarci il mondo – e il nostro rapporto con esso? E, se cosí fosse, come opporsi a queste imprese di spoliazione? Mondi che cadono a pezzi fa collidere Dick con Deleuze, Foucault, William James, ma anche D. H. Lawrence e J. G. Ballard, David Lynch e Robert Rauschenberg, Ludwig Binswanger e Gregory Bateson, in un libro in cui filosofia e fantascienza “si incontrano, si scontrano e si alterano, arricchendosi a vicenda” (“La Nación”).

“Leggendo Philip K. Dick con la serietà di un filosofo di grande livello, Lapoujade illumina con fluida eleganza le connessioni tra i suoi romanzi, i racconti, le interviste e gli scritti “esegetici”, producendo una cascata di intuizioni anche per chi, come me, legge Dick da decenni”.

Jonathan Lethem

La filosofia nasce con una domanda sul mondo. Eppure, in un momento in cui il principio di realtà sembra collassare su se stesso, trascinandosi dietro a ruota i principî sommi della ragion filosofica (identità, causalità, non-contraddizione), quell’idea di mondo inizia a vacillare. È in questo momento di crisi che il pensiero deve cercare nuovi strumenti di indagine, nuove prospettive teoriche. David Lapoujade trova nell’opera di Philip K. Dick un prisma attraverso cui diventa possibile ripensare l’impensabile, una costellazione che mette alla prova i consueti criteri di verità. Per Lapoujade, come per Dick, la fantascienza non è tanto prefigurazione di un futuro, ma soprattutto indagine sulle possibilità deliranti che infestano il presente. Al centro dell’indagine che Lapoujade conduce attraverso una variegata e fitta lettura dei romanzi di Dick vi è dunque il problema fondamentale della filosofia: che cos’è la realtà? Ma il fatto stesso che questa domanda si imponga significa, secondo Lapoujade, contestare l’ordine simbolico apparentemente incontestabile del realismo neoliberista: scovare il modo attraverso cui i diversi mondi interferiscono tra loro.

“Con i suoi personaggi fortemente paranoici, convinti che solo loro abitino la vera realtà e inchiodati a una versione solipsistica dei fatti, Dick ha scritto la colonna sonora del cospirazionismo contemporaneo. Ma, come suggerisce Lapoujade, colui che fu preda di accessi deliranti scriveva per combattere la propria paranoia, la propria follia: per non rinchiudersi in un solo mondo, bisognava generarne molti, anche a costo di farli deragliare”.

“Philosophie magazine”

“Quarant’anni dopo la sua morte, viviamo nel mondo che Philip K. Dick ha sognato per noi, ma che forma assume questo mondo?”

“Clarín”

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