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Una casa ereditata, un prestito necessario, una laurea conquistata. Tre decisioni che sembrano appartenere a chi le prende. Per molte donne del passato, invece, tra la volontà e l’efficacia di un atto poteva inserirsi il consenso di un marito, il giudizio di un tribunale o il rifiuto di un ordine professionale.
La firma negata segue questa distanza attraverso la storia italiana, dai registri notarili medievali al diritto di famiglia del Novecento. Doti, eredità, crediti, paghe e contratti mostrano quanta autonomia potesse esistere sulla carta e quanto fosse difficile esercitarla davvero. Il significato di un nome cambiava con la città, l’epoca, lo stato civile e le risorse disponibili.
Anna Maria Mozzoni contesta le regole del nuovo Regno mentre vengono scritte. Lidia Poët completa gli studi giuridici e ottiene un’iscrizione all’albo che la magistratura le sottrae. Le maestre affrontano salari diseguali, le mondine organizzano le proprie richieste e Luisa Spagnoli assume responsabilità decisive nella produzione della Perugina. Le loro vicende si intrecciano senza perdere le differenze che le rendono storicamente riconoscibili.
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